Cittą di Oria - Sito ufficiale - Monumento ai caduti

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Biblioteca Comunale "De Pace - Lombardi"

Monumento ai caduti

Il Fante Glorioso e vittorioso: il Monumento ai caduti di Oria

di Maria Fontana Solazzo

Monumento ai caduti
Inaugurazione del monumento
ai Caduti della prima guerra
mondiale, 1927
Collezione privata
Emilio Dell'Aquila

Subito dopo il primo conflitto mondiale, in ogni paese d'Italia, si avvertì la necessità di voler ricordare l'immenso sacrificio di milioni di soldati che avevano immolato la loro vita per la patria.

L'idea di innalzare in tutte le città d'Italia monumenti in ricordo dei caduti venne al generale Giulio Douhet e il 2 novembre 1921 Maria Bergamas, madre di un soldato caduto, ebbe il compito di scegliere tra alcune bare di soldati dispersi raccolti ad Aquileia, quella del Milite Ignoto che fu trasportata a Roma e deposta nell'Altare della Patria.

Anche alla città di Oria la guerra strappò centinaia di vite. Questo gran sacrificio fu ritenuto degno di essere ricordato ed onorato dalle future generazioni. Per questo motivo tutta la popolazione sentì il dovere di innalzare un monumento in ricordo dei propri figli caduti e dispersi per la patria.

Il 12 maggio 1927 il podestà dell'epoca Rocco Greco nella premessa alla delibera avente per oggetto "Monumento ai caduti in guerra" così si espresse: "Poiché, finita la grande guerra, Oria a differenza delle altre città d'Italia, non aveva ancora provveduto ad onorare degnamente i suoi eroici figli tramandandone ai posteri il sublime sacrificio compiuto ed a colmare il vuoto l'amministrazione, accogliendo il voto unanime della cittadinanza, provvide alla designazione della località ove far sorgere al più presto il parco della rimembranza e il monumento".

Il parco della rimembranza fu presto un fatto compiuto, grazie sia alla cooperazione solerte prestata dai cittadini sia per la non ingente spesa occorsa: un viale di acacie umbrellifere adornò la strada del camposanto ricordando degnamente i centottanta caduti.

Non fu invece agevole provvedere alla realizzazione del monumento, nonostante le premurose attenzioni e le trattative opportunamente intraprese con artisti ed esecutori. Si provvide come fase iniziale alla costituzione di un comitato permanente

- alle lire 16.000 dell'anno in corso sarà provveduto con lire 8.000 già raccolte da oblazioni volontarie, con lire 4.000 contributo del comune stanziato in precedenti esercizi come da Regio Provvedimento 1925-1926, con lire 2.000 contributo del comune per l'anno in corso e con lire 2.000 quale provento minimo feste religiose;

- alle rimanenti 28.500 si sarebbe provveduto attribuendo il carico per metà al comune e per metà alla popolazione, la quale accettò il patriottico sacrificio assai di buon grado, sacrificio che in ogni modo venne integrato da provento indubbio di una giusta tangente che fu d'autorità imposta alle singole deputazioni delle feste.

Nella stessa deliberazione del Podestà si stabilì che: "in via di sanatoria si ratifichi il contratto intervenuto con la lettera fra il Rappresentante del comune e lo scultore prof. Sindoni, con la quale lettera-contratto è stato stabilito che il monumento deve essere in bronzo simboleggiante con una maschia figura di bronzo il Fante Glorioso e Vittorioso con a sinistra una lampada votiva in bronzo. Tale statua poggerà sulla cimasa delle due basi attiche sovrastanti il dado, il quale avrà di fronte la battaglia del Piave in bronzo ed in altorilievo con sopra la dedica a carattere romano "Oria ai suoi figli anno quinto dell'era fascista di dietro il labaro romano con una testa di leone sempre in bronzo e lateralmente due lapidi in marmo ravaccione e borchie in bronzo e inferiormente delle stelle dorate riportanti i nomi dei 180 caduti con la qualifica del proprio grado. Sulla base anteriore del dado ancora verrà scolpito in bronzo il Fascio Littorio con albero di quercia anche in bronzo.

Il tutto poggerà su tre gradini e quattro cuspidi laterali eseguiti in travertino di Roma a lastroni ed a masselli. Oltre a ciò proiettili da 280, bombe, bombarde e mitragliatrici per formare la cancellata bellica".

Così come oggi si presenta il Monumento c'è da notare che non figurano più l'anno dell'era fascista, il labaro romano con la testa di leone, alcune stelle dorate, il fascio Littorio, eliminati dopo la caduta del regime.

Una lapide che ricorda i caduti della seconda guerra mondiale fu collocata nella parte posteriore del Monumento negli anni successivi alla fine del conflitto 34.

Pertanto oggi, come in tutte le città d'Italia, anche in Oria, i Monumenti ai caduti stanno a rappresentare i morti per la Patria di tutte le guerre.

34. Per ulteriori notizie cfr. Buio: testimonianze oritane sulla seconda guerra mondiale, Scuola Media "Milizia-Fermi" Anno scolastico 2000/2001, Oria, Tip. Italgrafica Edizioni srl, 2001.

- alle lire 16.000 dell'anno in corso sarà provveduto con lire 8.000 già raccolte da oblazioni volontarie, con lire 4.000 contributo del comune stanziato in precedenti esercizi come da Regio Provvedimento 1925-1926, con lire 2.000 contributo del comune per l'anno in corso e con lire 2.000 quale provento minimo feste religiose;

- alle rimanenti 28.500 si sarebbe provveduto attribuendo il carico per metà al comune e per metà alla popolazione, la quale accettò il patriottico sacrificio assai di buon grado, sacrificio che in ogni modo venne integrato da provento indubbio di una giusta tangente che fu d'autorità imposta alle singole deputazioni delle feste.

Nella stessa deliberazione del Podestà si stabilì che: "in via di sanatoria si ratifichi il contratto intervenuto con la lettera fra il Rappresentante del comune e lo scultore prof. Sindoni, con la quale lettera-contratto è stato stabilito che il monumento deve essere in bronzo simboleggiante con una maschia figura di bronzo il Fante Glorioso e Vittorioso con a sinistra una lampada votiva in bronzo. Tale statua poggerà sulla cimasa delle due basi attiche sovrastanti il dado, il quale avrà di fronte la battaglia del Piave in bronzo ed in altorilievo con sopra la dedica a carattere romano "Oria ai suoi figli anno quinto dell'era fascista di dietro il labaro romano con una testa di leone sempre in bronzo e lateralmente due lapidi in marmo ravaccione e borchie in bronzo e inferiormente delle stelle dorate riportanti i nomi dei 180 caduti con la qualifica del proprio grado. Sulla base anteriore del dado ancora verrà scolpito in bronzo il Fascio Littorio con albero di quercia anche in bronzo.

Il tutto poggerà su tre gradini e quattro cuspidi laterali eseguiti in travertino di Roma a lastroni ed a masselli. Oltre a ciò proiettili da 280, bombe, bombarde e mitragliatrici per formare la cancellata bellica".

Così come oggi si presenta il Monumento c'è da notare che non figurano più l'anno dell'era fascista, il labaro romano con la testa di leone, alcune stelle dorate, il fascio Littorio, eliminati dopo la caduta del regime.

Una lapide che ricorda i caduti della seconda guerra mondiale fu collocata nella parte posteriore del Monumento negli anni successivi alla fine del conflitto34.

Pertanto oggi, come in tutte le città d'Italia, anche in Oria, i Monumenti ai caduti stanno a rappresentare i morti per la Patria di tutte le guerre.

34. Per ulteriori notizie cfr. Buio: testimonianze oritane sulla seconda guerra mondiale, Scuola Media "Milizia-Fermi" Anno scolastico 2000/2001, Oria, Tip. Italgrafica Edizioni srl, 2001.

Famiglia Perrucci (mestro Francisco Lu zoppo)
Famiglia Spina (Angelo Spina o Florindo Conte)
Famiglia Schirinzi (Schirinzi Angelo)
Famiglia Massa (Avvocato Giuseppe Massa)
Famiglia Carone Carmelo tre di famiglia (Grande Michele muratore)
Famiglia Grapio (Concettina la bunghiri)
Famiglia Pinto figlio a Carmela (Russo dott. Adolfo)
Famiglia Grassi figlio Ronzino Grassi
Emanuele Pinto (Pinto Francesco scrivano del notaio)
Vincenzo Bottone (Michele Musciaglie)
Scarciglia Pietrangelo (Pasquale Scarciglia)
Famiglia D'Elia (D'Elia lu fuchista)

America - Argentina

Famiglia Massa per tre figlie (Massa Leopoldo)
Famiglia Iunco (sua moglie)
Famiglia Corrado (Braccio Tommasina sua moglie)
Famiglia Galliano (Erminio Mingolla)
Famiglia Sabba (Iacchetta Barsanofio falegname)
Famiglia Digiovanni (Giovanni Digiovanni)

Svizzera

Famiglia di Cicalone (Neglia Luigi)
Famiglia Di Clelia Carone (Cassio De Mauro)
Famiglia Italiano (Francesca Paola)
Salvatore Massa (Ciccio Massa di Midio, calzolaio)
Raffaele Moretto (Salvatore Mazza calzolaio)

Francia

Mazza Nicola (inf. Antonio Oggiano casellante)
Mazza Cosimo
Massa Giovanni (Massa Leopoldo)

Tra tutti i documenti contenuti nel fascicolo degli "oritani residenti all'estero oblazioni pro monumento ai caduti" alcuni meritano di essere riportati per la loro sincerità che danno un'immagine caldamente vissuta commovente e dolorante di quanti sacrifici costò l'amor patrio e quanto fosse sentito tale sentimento…Tra questi ricordiamo tre missive, indirizzate al Podestà Rocco Greco.

Nella prima, datata il 20 settembre 1928, un tale Raffaele Attanasi emigrato all'estero residente a Shila-Filadelfia così scriveva:

"Chiedere scusa è proprio da ragazzo mio, perdonami causa di tutta questa tardanza è stata la malattia della mia ragazza, con due medici quello di casa ed uno specialista, quello di casa si prendeva due dollari a visita, quell'altro dieci senza le medicine, ne guadagnavo sei al giorno immagina come mi sono visto. La ragazza se la passa meglio però è rimasta troppo picciosa che sempre piange, non vuole nessuno solo la madre, non dorme, figuratevi, sono due mesi che non facciamo una notte sana. Spero che sarò creduto di quello che ho raccontato. Accludo 25 lire più non posso, gliele mando con i miei genitori perché assieme a queste accludo poche lire per loro. Non l'ho indirizzate personalmente perché dovevo spedire anche a casa poche lire e ho risparmiato. Lo stesso per questo misero foglio dato che scrivendo in uno sano era troppo pesante.

Saluti indistintamente lo stesso ai compagni che hanno contribuito".

In un'altra, datata il 9 agosto 1928, la famiglia Italiano, residente a Monthey in Svizzera scriveva: "Lei assume un incarico veramente degno di umanità e di fiero combattente e credo che tutti gli oritani residenti all'estero devono compiere un sacro dovere in memoria ai nostri fratelli caduti eroicamente sui campi di battaglia. Tutti gli italiani devono ricordare i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalirono in disordinati, e senza speranza la valle che discesero con orgogliosa sicurezza vinti dal nostro grande esercito. Alla presente accludo 100 lire pro monumento. Viva il re viva l'Italia. Gradisca il Podestà i nostri rispettosi saluti".

Nella terza, infine, un tale Michele Galiano, in data 13 agosto 1928 residente a La Plata scriveva: "Con molto gusto ho appreso tutto quello che a me ha mandato a dire. Io veramente per dire la verità sono ammalato da molti giorni fa, tanto che mi trovo sfornito di moneta e se non ha credito a me domanda alla mia famiglia, poi in questo paese dove mi trovo sono solo del nostro paese, e andare vicino alle persone estranee non mi danno niente perché so io come stanno le cose basta dirle che son più quelli che si stanno morendo di fame e che quelli che stanno mangiando sono pochi, forse sarà per il Presidente sarebbe il mio desiderio ma non posso, tenevo un po' di moneta almeno per venirmene a casa mia e ne ho guastato più della metà. Non altro mi saluta Nunnu D. Antonino la Nunna D. Teresa e a tutti di famiglia a lei una stretta di mano sono il suo suscetto".

Gli oritani residenti fuori dal comune contribuirono con vari oboli alla realizzazione del monumento, anche con modeste offerte "quale contributo di filiale amore verso il paese natio e di commossa riconoscenza verso i prodi suoi figli che s'immolarono per la più Grande Italia". Tra questi ultimi ricordiamo un tale Barsanofio Marsella residente a Roma che sulla cedola del vaglia così scriveva al Podestà Don Rocco Greco:

"La tripolina Pina Elda Bona e il romano Enzo Gino Corrado vuotano i loro salvadanai modestissimi per concorrere con il loro babbo Barsanofio Pasquale

Marsella e la loro mamma Maria Cristina al monumento che Oria erigerà in memoria dei morti durante la gloriosa ultima guerra d'Italia! Caro Don Rocco gradisci la povera ma cordiale offerta mia e dei miei. Ti ringrazio del lusinghiero invito che mi rende più forte e superbo cittadino oritano".

Molti oritani residenti e gente di vari paesi pugliesi contribuirono con oblazioni "pro monumento ai caduti", che furono raccolte presso il Santuario di S. Cosimo alla Macchia il 27 settembre 1927 e in diversi giorni in Piazza Mario Pagano e al mercato che si svolgeva nella stessa piazza.

Interessante sapere che ci fu un devoto anonimo, che un tale Cosimo Conte fu Luigi contribuì con una multa di £ 50 per un cane affetto da scabbia e un tale Vincenzo Cozzetto con una contravvenzione di £ 10, si contribuì anche con beni materiali tra cui maiali, galline, addirittura cani, pietre, una colonna di chiesa e un fanale. Molti furono i commercianti che versarono un obolo volontario, tra cui pescivendoli, macellai, due commercianti di tessuti Casio e Sesio da Grumo Appula, tra i napoletani un negoziante di suini che offrì la quota più alta di £ 50 e Aniello Aramiello e soci che offrirono £ 30. Nel fascicolo delle entrate delle oblazioni compaiono anche un cocchiere Elia Giovanni, i pirotecnici Gallotta e Alfredo D'Elia, mentre i possessori di traini versarono una quota fissa di £ 20.

Il monumento fu inaugurato il 30 maggio 1929, il Podestà Rocco Greco invitò alla cerimonia numerose autorità civili e militari tra cui l'onorevole Bono di Roma, l'onorevole Achille Starace di Roma, l'onorevole Mandragora, il Prefetto Perez di Brindisi, la contessa Perez di Brindisi, il capitano di vascello del Comando di Marina e della Piazza Marittima di Brindisi Comandante Marco Amici-Grossi e il segretario Federale del Fascio di Bari.

Fu fatta richiesta di concessione della musica al Comando Corpo Armata di Bari.

Per la cerimonia inaugurale la ditta Andriulo Vito di Francavilla Fontana fornì il servizio gelateria, quattro bottiglie di liquore Maliarda per un totale di lire 625, e per la servitù prestata si lasciò facoltà al Presidente del comitato di stabilirne il compenso.

Furono acquistate due bandiere35 nazionali al prezzo complessivo di £ 380, con £ 330 dalle oblazioni volontarie devolute nell'ottobre 1928 e £ 50 date dal Segretario Politico della Sezione Fascista di Oria, una fu offerta all'Associazione Madri e Vedove dei Caduti, l'altra al comando dell'arma dei RR. CC.

35. Una bandiera tricolore di stamigna lana con Scudo Sabaudo cm 150x180, una bandiera Nazionale di stamigna lana con Scudo Sabaudo e Corona cm 200x240, due aste di legno piccipagno a pulitura.

- da 1210 a 1214 compreso, quadretto in gesso piccolo
- 1211 porta sigarette (non quello regalato dalla Divisione)
- da 1212 a 1281 compreso, album cartoline illustrate
- 1282 dono di S. M. il Re
- da 1283 a 1294 compreso, un ventaglio di carta
- 1295 statua finto bronzo leone con donna
- da 1296 a 1495 compreso, una matassina di cotone
- 1496 statuetta gesso leone con donna
- 1497 statuetta gesso ladro di frutta
- 1498 un arazzo grande "La Madonna"
- 1499 una vestina di tela per bambino
- 1500 collana con ciondolo S.S.M.M.
- da 1501 a 1580 compreso, una pipa
- 1581 quadretto in gesso grande
- 1582 specchio tascabile
- da 1583 a 1682 medaglina sacra
- 1683 astuccio necessario per ricamo
- da 1684 a 1688 una spazzola
- 1689 una pezza di pizzo nero
- da 1690 a 1710 compreso, ferma cravatta
- 1711 tela paesaggio
- 1712 statuetta ragazza
- 1713 una scatola in vetro cubica
- da 1714 a 2113 compreso, figurina sacra
- 2114 tela paesaggio
- da 2115 a 2134 compreso, quadretti ovali
- 2135 porta sigarette (dono divisione militare)
- da 2136 a 2154 specchietti rotondi
- 2155 astuccio n. 6 bicchierini liquori vetro
- da 2156 a 2165 un arazzetto
- 2166 statuetta madonna
- da 2167 a 2185 compreso, un imbuto
- 2186 arazzetto in pirografia
- da 2187 a 2486 compreso fotografia 36 monumento caduti

- 2487 porta fiori in vetro
- 2488 porta fiori in vetro

36. Il fotografo Emilio Dell'Aquila fornì mille copie formato cartolina del Monumento ai Caduti per una somma totale di £. 800.

- da 1210 a 1214 compreso, quadretto in gesso piccolo
- 1211 porta sigarette (non quello regalato dalla Divisione)
- da 1212 a 1281 compreso, album cartoline illustrate
- 1282 dono di S. M. il Re
- da 1283 a 1294 compreso, un ventaglio di carta
- 1295 statua finto bronzo leone con donna
- da 1296 a 1495 compreso, una matassina di cotone
- 1496 statuetta gesso leone con donna
- 1497 statuetta gesso ladro di frutta
- 1498 un arazzo grande "La Madonna"
- 1499 una vestina di tela per bambino
- 1500 collana con ciondolo S.S.M.M.
- da 1501 a 1580 compreso, una pipa
- 1581 quadretto in gesso grande
- 1582 specchio tascabile
- da 1583 a 1682 medaglina sacra
- 1683 astuccio necessario per ricamo
- da 1684 a 1688 una spazzola
- 1689 una pezza di pizzo nero
- da 1690 a 1710 compreso, ferma cravatta
- 1711 tela paesaggio
- 1712 statuetta ragazza
- 1713 una scatola in vetro cubica
- da 1714 a 2113 compreso, figurina sacra
- 2114 tela paesaggio
- da 2115 a 2134 compreso, quadretti ovali
- 2135 porta sigarette (dono divisione militare)
- da 2136 a 2154 specchietti rotondi
- 2155 astuccio n. 6 bicchierini liquori vetro
- da 2156 a 2165 un arazzetto
- 2166 statuetta madonna
- da 2167 a 2185 compreso, un imbuto
- 2186 arazzetto in pirografia
- da 2187 a 2486 compreso, fotografia 36 monumento caduti
- 2487 porta fiori in vetro
- 2488 porta fiori in vetro

36. Il fotografo Emilio Dell'Aquila fornì mille copie formato cartolina del Monumento ai Caduti per una somma totale di £. 800.

- da 2489 a 2715 bocchino a cannuccia di amarena
- 2716 astuccio con sei bicchierini metallo
- da 2717 a 2719 arazzetto bianco e nero
- da 2720 a 2863 anello
- 2864 arazzo grande "Sacra famiglia"
- da 2865 a 2892 compreso, un colabrodo
- 2893 statua in gesso "La Vittoria"
- 2894 servizio da scrittoio con calamaio
- da 2895 a 2898 compreso, quadretti sotto vetro
- da 2899 a 2951 compreso, collanina in vetro
- 2952 statuetta "S. Angelo"
- da 2953 a 2964 un braccialetto
- 2965 una tela grande "Marina"
- da 2966 a 3000 compreso, cartolina illustrata

Affinché il sacrificio di questi soldati non cada nell'indifferenza e nell'oblio e a testimoniare come la libertà non viene mai conquistata senza immensi sacrifici, quanta sofferenza e dolore procura la guerra, riporto la commovente testimonianza manoscritta del Caporal Maggiore Trombettiere dell'85° Reggimento Fanteria Recchia Francesco. Egli, il 15-8-1915 dalla trincea sul Monte S. Michele, in occasione del suo compleanno da' sfogo ai suoi sentimenti di paura e di speranza, attraverso un'enfasi quasi poetica.

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