Data: 08/06/2010
Sul << Quotidiano >> di domenica scorsa 6 giugno è stato pubblicato un essenziale e garbato articolo di Francesca D’Abramo:
“La denuncia Dopo lo sfratto la reazione del presidente Roberto Schifone che mobilita il web
<< Non chiudete l’Oratorio Don Bosco >>.”
Innanzi tutto, una precisazione, a scanso di equivoci: la fotografia accanto all’articolo non è di ieri l’altro, ma di due anni fa, durante i quali si sono delineate nuove e interessanti prospettive per la pubblica istruzione, che coinvolgono tanto le scuole medie inferiori, quanto e soprattutto gli istituti superiori.
L’Amministrazione Comunale ha dato costantemente prove concrete nell’adempimento dei propri doveri nei riguardi non soltanto della pubblica istruzione in ogni ordine e grado, ma anche del Terzo Settore in generale e, in particolare, delle ONLUS e dell’Oratorio “Don Bosco”, presieduto entusiasticamente dal concittadino Roberto Schifone, il nostro << Robertone >>.
E’, dunque, comprensibile e apprezzabile l’impegno profuso dal presidente Schifone e dai suoi collaboratori in difesa lancia in resta del “popolo” del suo Oratorio. Ma in Oria non c’è soltanto l’Oratorio “Don Bosco”, che ha indubbiamente i suoi diritti e i suoi meriti. Anche gli istituti della pubblica istruzione hanno i loro diritti e i loro meriti.
L’Amministrazione Comunale ha l’inderogabile dovere di occuparsene sollecitamente e adeguatamente, cercando di soddisfare, quanto più è possibile, le diverse legittime esigenze.
Censurare il Sindaco Ferretti di voler chiudere l’Oratorio, << violando e calpestando la carta ONU dei diritti dell’Infanzia >>, come è stato scritto, è dunque, quanto meno, una espressione ingenerosa, frutto di reazione istintiva.
Oria 8 giugno 2010
Il Sindaco
Cosimo Ferretti
Autore/Fonte: Cosimo Ferretti Sindaco di Oria